Domenica 17 febbraio, il Gruppo Archeologico Veliterno è stato ospite del Gruppo Archeologico Romano presso la Villa Romana in località le Colonnacce a Castel di Guido.

La villa romana va dal II sec a.C. al IV d.C. ed è situata su di un pianoro all’interno dell’Azienda agricola comunale. La domus presenta strutture di epoca repubblicana e di epoca imperiale. All’epoca repubblicana risale tutta la parte produttiva comprendente l’aia o cortile coperto: il grande ambiente conserva le basi di tre sostegni per il tetto, mentre è stato asportato il pavimento, al centro si trova un pozzo circolare. Vi è una cisterna per la conservazione dell’acqua meteorica, all’interno della cisterna si trovano le basi dei pilastri che sorreggevano il soffitto a volta. Nell’ambiente di lavoro si trovano un pozzo e la relativa condotta sotterranea. Due ambienti ospitavano un impianto per la lavorazione del vino e dell’olio. Vi era un torchio collegato alle vasche di raccolta, mentre in un ambiente più basso vi era l’alloggiamento dei contrappesi del torchio medesimo ed una cucina con contenitori in terracotta di grandi dimensioni (dolii).

Castel di Guido

Ripulitura del sito a cura del Gruppo Archeologico Romano

 

pianta del sito archeologico

                               Pianta del sito

 

Castel di Guido

    Descrizione degli ambienti della Villa

La parte residenziale, di epoca imperiale, ha un atrio, cuore più antico dell’abitazione romana, in cui si conservava l’altare dei Lari, divinità protettrici della casa. Al centro vi è una vasca (compluvio) in marmo in cui si raccoglieva l’acqua piovana che cadeva da un foro rettangolare sito nel tetto (impluvio). Sale da pranzo, forse triclinari, ampie e dotate di ricchi pavimenti e di belle decorazioni affrescate sulle pareti. Vi erano dei corridoi che consentivano il transito della servitù alle spalle delle grandi sale da pranzo senza disturbare i commensali o il riposo dei proprietari. Il Peristilio o giardino porticato: era l’ambiente più amato della casa, di solito con giardino centrale ed una fontana. Dodici colonne sostenevano il tetto del porticato, che spioveva verso la zona centrale.

Descrizione dell'area a cura del Dott. G. Gazzetti

Descrizione dell’area a cura del Dott. G. Gazzetti

 

Descrizione a cura del Dott. Gazzetti

Descrizione a cura del Dott. Gazzetti

Nel 1976 la Soprintendenza Archeologica di Roma recuperò preziosi mosaici e pregevoli pitture che sono ora esposti al pubblico nella sede del museo Nazionale Romano di Palazzo Massimo.

 

I Soci del Gruppo Archeologico Velietrno

I Soci del Gruppo Archeologico Veliterno

 

(fonte Gruppo Archeologico Romano)

Foto del Gruppo Archeologico Veliterno