Affacciata sulla piazza Giuseppe Centra, adiacente al campanile e e alla chiesa di S. Lorenzo, si scorge la facciata dell’Oratorio della Santissima Concezione, detto della Coroncina (o via Crucis), sorto per esortazione di S. Leonardo da Porto Maurizio dei Frati Minori

Leonardo da Porto Maurizio (1740-1758) è considerato tra i più importanti predicatori della prima metà del XVIII secolo. Il suo tema preferito fu la Passione di Cristo contemplata attraverso la Via Crucis, alla quale egli dette la più grande diffusione, promovendo anche la costruzione di edifici religiosi a tal fine in tutta l’Italia. A Roma su suo impulso vennero erette nel Colosseo le stazioni della Via Crucis presso le quali ancor oggi si prega.

Coroncina Frontale

Durante la sua incessante predicazione visitò anche Velletri. Nell’Archivio notarile della nostra Biblioteca comunale sono conservati fra gli atti del notaio Giovanni Serangeli due documenti del 1750 e del 1753, in cui vennero annotate interessanti notizie su tale visita e le fasi della costruzione dell’Oratorio da lui caldeggiato. Riportiamo fra virgolette alcune frasi dei testi che riguardano questo argomento.. In essi si legge che, in occasione dell’ultima sua visita a Velletri nell’anno 1737, “riconosciuto non essere pratticabile per gli Uomini, e per le Donne il S. Esercizio della Via Crucis, di già istituito nella Chiesa del Convento dei RR PP di San Lorenzo dell’Ordine dei Minori Osservanti, col suo apostolico zelo fervorosamente inculcò al Popolo tutto di far fabricare nelle pertinenze del Convento di S. Lorenzo un Oratorio in cui gli Uomini potessero fare detto S. Esercizio separatamente dalle Donne”.

Il sito individuato fu quello adiacente al convento, al piccolo cimitero e alla chiesa di S. Lorenzo “dalla parte dell’orto dentro la Clausura, e acciò che si potesse il tutto adempire fece una calda Esaggerazione a tutti”, perché contribuissero con le elemosine alla realizzazione dell’opera.

Questa nel 1740 non era ancora iniziata. I Padri francescani, ricevuti i denari raccolti e ottenuti i permessi canonici, si adoprarono per spianare il luogo, per comprare calce, sassi, pozzolana, e altro. Rinforzato il muro della chiesa, venne iniziata l’edificazione dell’Oratorio, progettato a pianta ellittica. A questo punto, per mancanza di denaro, la costruzione fu sospesa, quando si era giunti all’altezza della metà della porta d’ingresso.

Per completare il piccolo edificio, il veliterno Giuseppe Angelini, “mosso da devoto zelo”, si assunse l’onere e la cura di farlo terminare a sue spese. Nel 1750, dietro compenso di 440 scudi (somma cospicua), affidò ai maestri Marco Bertollini e Baldassarre Bertagna, stuccatori romani, i lavori di completamento: essi dovevano fare la volta con camera canna liscia, il pavimento di mattonato con mattoni arrotati di buona qualità. Inoltre l’Angelini provvide alla fornitura di banchi, lampade, quadri, “et altro bisognevole non solo per il medesimo S. Esercizio della Via Crucis ma anche per quello della Coroncina”, cioè per la recita del rosario. Era consuetudine, infatti, recitare il rosario ad ogni adunanza della confraternita della Coroncina che si riuniva nell’Oratorio

I Padri francescani, da parte loro, si obbligarono, “acciò ogn’uno a suo bellaggio possa andare a fare il S. Esercizio della Via Crucis, ad aprire la porta dell’Oratorio di buon ora la matina e non chiuderla sino la sera al tardi”. I religiosi non pretesero giurisdizione sull’edificio – che rimase in perpetuo dominio della S.Sede – ma si riservarono la facoltà di usarlo. Giuseppe Angelini rinunciò ad essere risarcito per le spese effettuate, richiedendo in cambio di poter mettere sopra la porta, dalla parte interna, una lapide con”l’iscrizione dell’opera da Egli fatta fare”.

Oggi – a causa dei bombardamenti dell’ultima guerra e anche per il successivo degrado – della costruzione rimangono la facciata curvilinea e le pareti perimetrali, tutte in cattivo stato. Sulla porta d’ingresso è ben conservato un medaglione ovale con una croce trilobata,  i simboli della passione e lo stemma di Benedetto XIV, papa allora regnante. Nessun progetto di restauro di questo interessante edificio è stato mai preso in considerazione. Il tetto è ormai crollato e gli stucchi che abbellivano l’interno si stanno irrimediabilmente perdendo. E si teme che la costruzione, così inusuale nella sua originaria forma ovale, possa rischiare di scomparire del tutto.

Graziella Grosso, Gruppo Archeologico Veliterno