Carta Archeologica del territorio di Velletri

Introduzione

Il territorio di Velletri, dal punto di vista culturale, rappresenta oggi, per così dire, un “fatto storico”, poiché ogni punto ed ogni luogo di esso recano i segni della trasformazione della nostra società nel corso della sua evoluzione e soprattutto perché ha restituito numerose testimonianze archeologiche relative alla presenza umana fin da tempi molto antichi. Durante il periodo preistorico, l’homo sapiens neandertalensis percorse, senza alcun dubbio, il territorio veliterno fino ad accostarsi alle pericolose esplosioni vulcaniche del “Vulcano Laziale” che si protrassero fino a oltre 30.000 anni fa. Le testimonianze della presenza umana sono state individuate a partire dal Paleolitico medio (60.000-50.000 anni fa) con il ritrovamento di manufatti litici su selce e ciottolo, sia nella collina dove oggi sorge la città sia in siti dell’area meridionale del territorio recentemente individuati (contrada Castel Ginnetti e località Capanna Murata). Resti di una presenza umana relativa alle ultime fasi della preistoria (periodo neolitico ed eneolitico) costituiscono, inoltre, un’importante testimonianza in alcuni siti del territorio veliterno (contrade Le Corti e Lazzaria). Scarsi ritrovamenti archeologici si registrano, invece, per quanto riguarda l’età del bronzo finale e la prima età del ferro ma, nonostante ciò, essi rivestono, in realtà, una rilevante importanza: risulta, senza alcun dubbio, di particolare rilievo la tomba a tholos di Vigna d’Andrea, scoperta nel 1891 nei pressi della Cantina Sperimentale, con la tipica urna a capanna e corredo funebre miniaturistico.

Altri ritrovamenti, come la scodella monoansata in ceramica d’impasto bruno, rinvenuta in località Monte Canino nel 1876, o la spada in bronzo di tipo “Terni”, scoperta verso la fine dell’Ottocento in località Ponte della Regina, ben testimoniano la presenza umana nel territorio nella prima fase dell’età del ferro. Oltre a ciò, si devono aggiungere altre interessanti scoperte relative al periodo protostorico avvenute in passato attraverso scavi occasionali, come ad esempio alcuni oggetti bronzei provenienti da una necropoli con tombe principesche a fossa, presso Vigna Lazzarini, attualmente appartenenti alla collezione del Civico Museo Archeologico di Velletri, o tre vasi in ceramica d’impasto, con decorazioni, appartenenti probabilmente a due tombe a incinerazione, rinvenuti tra il 1910 e il 1911 in contrada Colle Palazzo.
Sempre nel 1910, dal 17 marzo al 4 giugno, fu eseguito uno scavo da Giovacchino Mancini presso l’area della chiesa delle SS. Stimmate di San Francesco, in origine chiamata s. Maria della Neve o di Santa Valle; furono scoperti i resti di un tempio arcaico con struttura architettonica di tipo etrusco-italico. In questo importante scavo furono rinvenute alcune favisse contenenti oggetti ceramici mentre nell’area delle fondamenta del tempio vennero alla luce lastre frammentari di rivestimento, note con il nome di “terrecotte volsche” ed un fitto strato di vasellame italico mescolato a qualche vaso greco, come scrisse il Mancini. In tutta l’area, inoltre, fu rinvenuto abbondante materiale ceramico frammentario, riferibile a varie fasi dell’età del ferro (I e III periodo laziale).
La scoperta recente di alcune tracce di fondi di capanne, pertinenti forse ad un villaggio capannicolo – tesi sostenuta da A. Guidi nel 1980 – conferma dunque la frequentazione del luogo fin dall’età del ferro laziale. Infine, un altro nuovo e importante ritrovamento è quello dei resti di una necropoli, con tombe a pozzetto con dolio, nell’area urbana di via Ulderico Mattoccia. Riguardo al periodo arcaico, oltre all’area sacra delle Stimmate, si può segnalare la scoperta nel luglio 1898 di alcuni importanti materiali –tra cui un tempietto miniaturistico in terracotta databile al VI-V secolo a.C.- a presso la località Colle Ottone Basso. Verso la fine degli anni ’70 del secolo scorso venne individuato un interessante sito, con resti in blocchi squadrati in tufo, presso il Maschio d’Ariano a quota 778; da tale luogo furono recuperati materiali ceramici frammentari databili sia all’età del ferro laziale sia al periodo arcaico. Particolarmente interessanti risultano i siti di età romana presenti in notevole quantità nel territorio veliterno e, tra questi, di grande rilievo sono i resti di ville e fattorie dove i patrizi romani, proprietari di terreni trascorrevano le loro giornate estive lontano dalla capitale dell’Impero. Dalla topografia dei luoghi e dalle testimonianze di antichi storici, vissuti in età romana, si presume inoltre la presenza di ville di imperatori e di personaggi rilevanti, protagonisti della storia di Roma.
Queste vaste e fastose ville, di cui oggi non sono rimasti che pochi resti, generalmente erano costituite da una pars urbana (cioè la parte residenziale), da una pars rustica (la parte produttiva con gli alloggi degli schiavi, la residenza del fattore, gli impianti per la produzione dell’olio e del vino, le scuderie e i magazzini), da una pars fructuaria (luogo dove si trovavano i dolia interrati, grandi orci di terracotta, che contenevano e conservavano i prodotti del raccolto). Da un censimento effettuato alcuni anni fa risulta che nel territorio di Velletri vi erano probabilmente, in età romana, oltre trenta ville rustiche di grande estensione. Oltre alle ville e alle fattorie, anche i percorsi viari nell’antichità avevano particolare importanza, specialmente quelli che permettevano di collegare un territorio con un altro e consentivano traffici commerciali. Tra questi tracciati a lunga percorrenza, il più importante e significativo fu senza alcun dubbio la via Appia, costruita nel 312 a.C., che per un lungo tratto passava nel territorio veliterno; anche da segnalare l’antica via Ariana che da Velitrae portava verso il territorio interno della valle del Sacco, svolgendo la medesima funzione. Ancora oggi, dopo duemila anni, si possono notare lungo le antiche strade romane, riconoscibili dal tracciato rettilineo, appezzamenti di terreno ben delineati secondo uno schema regolare. Sono la testimonianza delle “centuriazioni”, con le quali ai soldati veterani venivano distribuite terre, quale premio per il servizio prestato. Dalla constatazione di numerosi e certamente non irrilevanti siti archeologici nel territorio di Velletri, è scaturita l’esigenza e la necessità di realizzare una carta archeologica, non soltanto come strumento utile per l’attività di ricerca, di tutela e di valorizzazione dei nostri beni archeologici ma anche come opera di censimento dei siti posti all’interno di una vasta area. Continuano, tuttavia, nuovi studi e ricerche sul territorio. Interessanti ritrovamenti portano alla ribalta, di quando in quando, altre emergenze archeologiche, come ad esempio il sito del Monte dei Ferrari sull’Artemisio (età del bronzo finale – età del ferro) e quello in contrada La Parata (età preistorica). Queste recenti scoperte daranno sicuramente la possibilità di aggiungere nuovi tasselli alla storia dell’antichissima città di Velletri.