LOCANDINA PASSEGGIATA AA

 

Domenica 24 settembre il Gruppo Archeologico Veliterno ha effettuato un’escursione sull’Appia Antica nel territorio di Velletri. L’iniziativa sperimentale si iscrive nel quadro del progetto teso al recupero e alla valorizzazione della Regina Viarium in funzione anche della prospettiva dei “Cammini” prevista dalla relativa Legge Regionale.

Hanno aderito a questa iniziativa diverse associazioni locali, con cui il Gruppo Archeologico ha collaborato e alcuni cittadini. Riportiamo la testimonianza che ci ha inviato Pasquale Larotonda dell’Associazione “Il Mio Mondo della Lettura”.

Buona lettura…..

Una passeggiata sull’Appia Antica di Velletri

Il tratto di Appia Antica che attraversa il territorio di Velletri è lungo 9.313 metri e, se è vero che l’Appia è il più grande monumento italiano esistente (si adagia su metà del nostro paese, da Roma a Brindisi), domenica 24 settembre abbiamo avuto, per merito del Gruppo Archeologico Veliterno, la netta sensazione di averlo toccato, attraversato, di aver goduto degli improvvisi panorami che esso ci ha offerto.

Ci siamo immersi nel passato e non solo, perché, come cita il motto del Gruppo Archeologico Veliterno: “Una generazione che ignora la storia non ha passato … né futuro”. (cit. Robert A. Heinlein)

La preparazione di questa passeggiata, cui hanno partecipato 60 persone tra associazioni e simpatizzanti, ha richiesto il sacrificio di molti volontari, impegnati nelle settimane precedenti alla messa in sicurezza di molti tratti di questo percorso e all’allestimento di un fantastico buffet che potremmo definire pranzo luculliano, data la quantità e qualità dei cibi offerti dal Gruppo Archeologico Veliterno in una splendida tavolata nel noccioleto di un concittadino.

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Ulteriori informazioni a fine pasto

Si deve all’impegno della presidente Sara Di Luzio, al grande affabulatore Ciro Gravier, alle spiegazioni dettagliate di Renata Belli, alla passione per la conservazione e ripristino dei monumenti di Guido Giani e al lavoro dei volontari, la bella riuscita di questa escursione finalizzata alla valorizzazione delle bellezze della nostra città, con uno sguardo al futuro prossimo: la realizzazione di un progetto per rendere fruibile buona parte di questa strada, con punti di ristoro, fontanelle e altro, e un ambizioso piano di piantagione di un vigneto antico (a Ponte di Mele), per produrre il vino tanto caro all’imperatore Augusto, tipico di Monte Cagnoletto e Setino (Sezze).

Prima tappa a Le Castella, dove si evince l’antica presenza di un complesso di villae rusticae; il successivo Ponte delle Incudini con un preesistente acquedotto a 17 campate che serviva proprio alle esigenze delle villae; qua e là antichi massi di sostegno della strada e dei fabbricati. Mercatora, Farina e Sole Luna erano antiche stazioni di posta per il ristoro, cambio dei cavalli e punto di raccolta dei viaggiatori. Sole e Luna in particolare ospitava un Tempio di Diana e Apollo dove, in un passato recente era presente anche un prezioso cippo commemorativo, poi misteriosamente sparito, che a febbraio del prossimo anno, previa una fedele ricostruzione a cura del Gruppo Archeologico Veliterno, verrà riconsegnato nuovissimo alla cittadinanza.

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A Ponte di Mele (Miele) una targa  ricorda quello che non avremmo voluto né vorremmo mai vedere: “Appia Antica,  i contadini poveri dei villaggi circostanti l’hanno squamata come un cardo.”  C. De Brosses 1740. Ovviamente non erano i contadini ma i loro padroni.

Pasquale Larotonda (Associazione Il mio mondo della lettura) Partecipante all’evento

 

Il testo stato pubblicato sulla testata locale L’Artemisio, uscito sabato 30 settembre 2017, p.10